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| Gian Lorenzo Bernini, Ratto di Proserpina, 1621-1622, particolare |
È solo perché ogni occasione è buona, ogni lettura è buona (ma già più difficile adattamento rimico implica il passaggio dall'inglese all'italiano, ed ecco che spunta il tecnicismo innecessario) e ogni momento di astrazione dalla teoria va bene accolto. Perciò ecco il risultato di un gioco postprandiale dello spazio di meno di sessanta minuti (cosa che spiega il livello rustico del manufatto).
Al di là delle inutili ciance, del passatempo e della congiuntura in cui nacque va precisato che non è che per dire che l'ha fatto Ungaretti ho pensato bene di farlo anch'io. L'ho fatto, e basta. Non riuscivo a digerire il pranzo, oggi.
Al di là delle inutili ciance, del passatempo e della congiuntura in cui nacque va precisato che non è che per dire che l'ha fatto Ungaretti ho pensato bene di farlo anch'io. L'ho fatto, e basta. Non riuscivo a digerire il pranzo, oggi.
Per una volta il testo è preso a casaccio dal web, perciò mi esimo da qualsiasi errore vario ed eventuale, poiché non mi ritrovo edizioni shakspeariane sotto il naso. Per la traduzione incolpate me.
Sonetto XXXV
Non più grave ti sia ciò che facesti:
hanno spine le rose, fango l’acqua d’argento:
macchiano Luna e Sole eclissi e nembi,
il nicchio più dolce abita il cancro
orrendo.
Gli uomini tutti sbagliano, io fra
questi,
col paragone il peccato tuo indulgendo,
corrompo me, assolvo l’incorretto,
e scuso i falli tuoi più che non sono.
Trovo ragione al tuo sensuale sbaglio, –
difensore ti sono, eppure avversa parte
–,
legittimo processo a me m’indìco.
Tanto civile guerra è il mio amoroso
odio
che la necessità mi fa correo
di quella dolce ladra che acerba mi
deruba.
*****
Sonnet XXXV
No more be griev'd at that which thou hast done:
Roses have thorns, and silver fountains mud:
Clouds and eclipses stain both moon and sun,
And loathsome canker lives in sweetest bud.
All men make faults, and even I in this,
Authorising thy trespass with compare,
Myself corrupting, salving thy amiss,
Excusing thy sins more than thy sins are;
For to thy sensual fault I bring in sense, -
Thy adverse party is thy advocate, -
And 'gainst myself a lawful plea commence:
Such civil war is in my love and hate,
That I an accessary needs must be
To that sweet thief which sourly robs from me.
Roses have thorns, and silver fountains mud:
Clouds and eclipses stain both moon and sun,
And loathsome canker lives in sweetest bud.
All men make faults, and even I in this,
Authorising thy trespass with compare,
Myself corrupting, salving thy amiss,
Excusing thy sins more than thy sins are;
For to thy sensual fault I bring in sense, -
Thy adverse party is thy advocate, -
And 'gainst myself a lawful plea commence:
Such civil war is in my love and hate,
That I an accessary needs must be
To that sweet thief which sourly robs from me.
William Shakespeare
