venerdì 4 maggio 2012

Schiavi necessari dell'io romantico



Va decisamente contro la mia idea di cosa la poesia dovrebbe fare per recuperare almeno un poco (e non nel senso di una riappropiazione anacronistica che rigetti i processi storici, quanto piuttosto nel solco di una problematizzazione dell'attualità e dell'arte che è ormai specchio dell'incomunicabilità, quasi) di quelle caratteristiche che la rendevano tale. In particolare questa nuga si oppone malauguratamente all'eclissi della parossistica soggettività che forse dovrebbe oggi correggere la chiusura della maggior parte delle realizzazioni artistiche, schive di fronte alla simbiosi con l'altro, nel nome dell'originalità (!) sfrenata dell'ipotetico io interiore. Per disgrazia, liberarsi dell'eredità romantica che ha rivoluzionato i nostri paradigmi è quasi un lavoro da Sisifo. Pertanto, considero quest'esperimento in versi un fallimento.

Pasqua di non resurrezione 
Battono da lungi sulle crepe
della canicola i calcagni in fila,
lacrime d’ottone le note a lutto
piangono, ingobbite dal tempo
inutilmente stanco.
L’asfalto rimbomba di rivoli bianchi,
di sogni di santi.

Spietate il ricordo barocco
le palpebre inghiottono, e ignave
i passi silenti dell’eterno corteo,
il caduceo d’oro dell’acre scirocco,
l’obliqua ombra del corifeo
che guida ostinato il rapido tocco
dei piedi raccolti nel muto conclave.

La tuba bruciata
pari ca ietta vuci:
convulsa apre la bocca
alla statua annacata.

Nessun commento:

Posta un commento

Recensioni: La casa del mago di Emanuele Trevi

LA CASA DEL MAGO di Emanuele Trevi ANNO: 2023 EDIZIONE: Ponte alle Grazie   Una recensione ogni quattro anni è una cadenza inaccettabile...