mercoledì 31 ottobre 2012

Traduzioni: Da neigt sich die Stunde di R. M. RILKE

Un conguaglio di buio anti legale mondialmente imposto, di freddo e coperte dietro la scrivania, di nostalgie e di cioccolati ipercalorici, fanno da sfondo personale a quest'incontro tardoautunnale, di un autunno che non c'è, perché  - trova conferma il detto reiterato senza un senso dai tempi dei tempi anch'essi senza senso - ci dicono dall'alto che non esistano più le mezze stagioni.

(il testo è tratto da R.M. Rilke, Poesie, ed. del Corriere della Sera "La Grande poesia", traduzione mia)
 



Da neigt sich die Stunde und rührt mich an
mit klarem, metallenem Schlag:
mit zittern die Sinne. Ich fühle: ich kann –
und ich fasse den plastischen Tag.

C. D. Friederich, Der Wanderer über dem Nebelmeer (1818)
Nichts war noch vollendet, eh ich es erschaut,
ein jedes Werden stand still.
Meine Blicke sind reif, und wie eine Braut
kommt jedem das Ding, das er will.

Nichts ist mir zu klein und ich lieb es trotzdem
und mal es auf Goldgrund und groß,
und halte es hoch, und ich weiß nicht wem
löst es die Seele los…



*****

Ecco, l’ora si volge e mi sfiora
con tocco metallico, chiaro:
i sensi tremano. Io sento che posso –
e afferro il malleabile giorno.

Niente era compiuto prima ch'io lo vedessi,
placido stava il divenire intero.
Il mio sguardo è maturo, come una sposa
cui ogni cosa, qualunque voglia, cede.

Niente è per me così piccolo ch’io non l’ami,
e lo dipingo nell’immenso scenario d’oro,
l’innalzo e non so a chi
discioglierà l’anima assoluta.
 

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